Decreto Crescita



Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge sulla trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali nell’obiettivo di assicurare negli enti territoriali una gestione amministrativa e contabile efficiente, trasparente e rispettosa della legalità. Le norme prevedono anzitutto l’esclusione dall’applicazione per il 2012 e il 2013 delle norme di spending review, la disapplicazione delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità 2011 a favore dei Comuni colpiti dal sisma e la legificazione del protocollo d’intesa tra il Ministro dell’economia e i Presidenti delle 3 Regioni (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto).
La legificazione del Protocollo d’intesa consentirà la rapida attuazione dei contributi destinati ai cittadini e alle imprese per la ricostruzione. Inoltre, le imprese che hanno subito danni potranno accedere, con gli stessi meccanismi, ad un finanziamento statale, senza oneri, per far fronte ai versamenti dovuti dal 1 dicembre 2012 al 30 giugno 2013. è noto peraltro che per le abitazioni inagibili non si paga l’IMU per il 2013. Il termine per il pagamento dei tributi è ulteriormente prorogato al 16 dicembre (senza applicazione di sanzioni e interessi).
A favore delle imprese sono introdotte le deroghe al codice dei contratti pubblici (fermo restando il vincolo dell’economicità e della trasparenza e i controlli più stringenti contro le infiltrazioni mafiose) che consentiranno di accelerare l’assegnazione e l’avvio dei lavori.
Altre misure sono di semplificazione amministrativa e cioè la possibilità per i Presidenti-Commissari di delegare alcune funzioni (ad esempio gli atti di pianificazione edilizia) ai Sindaci delle zone colpite dal terremoto e alcune deroghe al codice dei contratti pubblici (fermo restando il vincolo dell’economicità e della trasparenza). Infine, si prevede la destinazione dei fondi per la costruzione di nuove scuole al ripristino degli edifici scolastici danneggiati.
Il Consiglio dei Ministri ha poi approvato un decreto contenente “Misure urgenti per l’innovazione e la crescita: agenzia digitale e startup”. Il Consiglio dei Ministri si è inoltre pronunciato in merito ad alcune materie. Qui ne esponiamo una prima parte:
A. Semplificazioni amministrative per cittadini e imprese;
B. Attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana in materia di credito e risparmio;
A. SEMPLIFICAZIONI AMMINISTRATIVE PER CITTADINI E IMPRESE
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di rimandare la discussione sulle nuove misure sulla semplificazione a favore dei cittadini e delle imprese ad una prossima riunione.
B. ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA IN MATERIA DI CREDITO E RISPARMIO
Su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro per gli affari regionali, turismo e sport, il Consiglio ha approvato un decreto legislativo per l’attuazione delle norme in materia di credito e risparmio dello Statuto della Regione Siciliana.
Le nuove norme sono rese necessarie dai cambiamenti che si sono verificati dal 1952 (anno a cui risalgono le prime norme sulla materia) ad oggi. Gli indirizzi comunitari, la riforma del Titolo V della Costituzione (che riserva allo competenza esclusiva dello Stato la disciplina della moneta, della tutela del risparmio e dei mercati finanziari, della concorrenza e del sistema valutario, mentre rimette alla legislazione concorrente la disciplina delle banche a carattere regionale) e la giurisprudenza della Corte Costituzionale hanno modificato profondamente il quadro giuridico di riferimento.
nuovo testo definisce l’ambito di esercizio delle funzioni amministrative della Regione in materia di credito e risparmio per le “banche a carattere regionale” (banche che hanno sede legale nella Regione, che non abbiano oltre il 5% degli sportelli al di fuori del territorio e che concentrano la loro operatività sul territorio regionale).
In particolare il nuovo testo interviene sull’autorizzazione all’attività bancaria, sulla trasformazione, fusione e scissione delle banche regionali, sulla modifica degli statuti e sulla decadenza e sospensione degli amministratori nel caso in cui vengano meno ai requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza. Viene inoltre istituito un Albo regionale al quale sono iscritte le banche che hanno sede legale nella Regione.
Sono confermati i poteri di vigilanza e controllo della Banca d’Italia anche nei riguardi delle banche a carattere regionale e la vigenza della normativa statale per quanto non disciplinato.



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